Come posso eliminare il PFAS dal sangue

23.03.2024

La ricerca è stata condotta dal gruppo di studio del professore dell'università di Padova Carlo Foresta e prende spunto dai filtri al carbone attivo usati per la purificazione delle acque contaminate.

Eliminare i Pfas dall'organismo usando il carbone vegetale. Si è posta questo obiettivo una ricerca sperimentale realizzata da un gruppo di studio guidato dal professore dell'università di Padova Carlo Foresta. L'idea è quella di drenare a livello intestinale i Pfas, rendendoli eliminabili con le feci. E una prima dimostrazione del procedimento è stata presentata martedì scorso, 4 ottobre, a Padova: in vitro è stato possibile rimuovere il 50,3% di Pfoa e il 44,6% di Pfos. «Questi risultati suggeriscono la possibilità di trattamento realizzabile con un semplice integratore alimentare», ha commentato il professor Foresta.

Da un'intuizione sperimentale ispirata all'attuale tecnologia di filtraggio delle acque, basata sull'utilizzo dei filtri ai carboni attivi, è stato individuato un corrispettivo terapeutico nel carbone attivo vegetale ad uso umano.
Il carbone attivo vegetale è una sostanza naturale in grado di trattenere al suo interno molte molecole, grazie alla sua estesa area superficiale interna che può raggiungere migliaia di metri quadri per grammo di sostanza in polvere. Il carbone attivo vegetale trova già impiego nel trattamento di intossicazioni da farmaci e avvelenamenti alimentari, nonché per il meteorismo intestinale.

«Il nostro esperimento è stato quello di drenare a livello intestinale i Pfas, rendendoli eliminabili con le feci», ha spiegato il professor Foresta. E una sperimentazione in vitro per verificare la validità teorica di questa ipotesi di trattamento è stata condotta nel dipartimento di medicina dell'Università di Padova, con la collaborazione dei dottori Luca De Toni e Andrea Di Nisio.

«La traduzione pratica di questi esperimenti nell'uomo sarebbe quindi un possibile trattamento per alcune settimane con un integratore alimentare a base di carbone attivo vegetale che, a seguito di un opportuno dosaggio e frequenza giornaliera di assunzione, si ritiene sia in grado di ridurre considerevolmente i livelli di Pfas nel sangue - ha concluso Foresta - Questi risultati preliminari stimolerebbero la verifica clinica di questa ipotesi, rappresentando una possibilità di intervento rapido e non invasivo».


In base a recenti studi, i purificatori a osmosi inversa sono incredibilmente efficaci nell'eliminare i contaminanti Pfas, addirittura con percentuali superiori al 90%.